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31 03, 2017

Brera, Cile, Mondo. Aspettando il Fuorisalone di Milano.

Ieri sera abbiamo partecipato ad un evento promosso dal Tour Operator Ruta 40 per presentare un meraviglioso paese dell’america latina, il Cile o Chile in spagnolo.

L’evento, organizzato la scorsa settimana anche a Torino, vista l’elevata partecipazione e la richiesta di tanti altri viaggiatori, verrà riproposto a Maggio, sempre a Milano. Durante la serata è stato presentato un Tour molto bello che Ruta 40 ha organizzato dal 21 Agosto al 1 Settembre 2017.
Il tema dell’evento meneghino, era legato al racconto del Cile, da un punto di vista turistico, enologico e architettonico.
 

Circa tre anni fa, mi sono occupato del progetto degli interni del nuovo ufficio di Ruta 40 in centro a Torino e in questa occasione sono stato invitato a parlare dell’Architettura Cilena da Paola e Roberto, i giovani proprietari del Tour Operator.
Sono stato onorato di parlare dei miei colleghi d’oltreoceano, in quanto la loro abilità nel progettare, mi ha sempre affascinato e stimolato.
 

Dovete sapere che nel 2016 il Pritzker Price (l’Oscar dell’Architettura) è stato vinto dal bravissimo Architetto Alejandro Aravena, nominato a sua volta Direttore della Biennale di Architettura di Venezia. Qui potete vedere alcuni dei suoi lavori (alejandroaravena.com).

Aravena non è il solo e l’unico, anzi ci sono tanti famosi/affermati e giovani/promettenti progettisti, tutti molto interessanti. Questo, anche perché, il Cile ha 40 scuole di Architettura per circa 16 milioni di abitanti, un numero molto alto per una popolazione parecchio inferiore a quella dell’Italia, dove le scuole sono una cinquantina per 60 milioni di persone.

 
In un contesto globalizzato a fare la differenza sarà la creazione di sapere

Alejandro Aravena
 

La serata è stata promossa all’interno dell’appartamento Lago di via Brera 30, interessante location in una città che sta diventando sempre più “internazionale”, viva da [...]

24 01, 2017
  • IDEeA Interior design Torino Aurora ristrutturare 50 mq
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    10 consigli per ristrutturare 50 mq da affittare. Aurora low cost.

10 consigli per ristrutturare 50 mq da affittare. Aurora low cost.

Qualche mese fa ho acquistato una piccola casa sul fiume, a Torino. Una casa d’affittare.

Per il progetto che pensavo di realizzare, il denaro a disposizione era relativamente poco. In questo caso avrei dovuto limitare i lavori allo stretto indispensabile, senza però rinunciare alla qualità estetica e a quella funzionale.

Capita spesso che, quando si deve ristrutturare una casa appena acquistata – soprattutto se è da mettere in locazione al più presto – si debba fare i conti con un budget limitato. Purtroppo non sempre possiamo spendere quanto vorremmo. In alcuni casi ciò dipende dall’elevato costo di acquisto, oppure dall’errata pianificazione e gestione dei flussi di cassa o da un evento imprevisto. In ogni caso, il nostro spazio deve essere ristrutturato, contenendo i costi e spendendo al meglio i soldi a disposizione.

 
Volevo che il mio inquilino/a, scegliendo la casa, si sentisse bene. Volevo uno spazio accogliente, caldo e luminoso e soprattutto volevo limitare le spese.
 

In questo caso, ho dovuto riflettere molto bene sul da farsi e ho scoperto che esistono alcuni modi “creativi” per riuscire. Ecco una lista di 10 consigli per ristrutturare 50 mq da affittare, sulla base dell’esperienza avuta.

 

Usa la fantasia, o quella di qualcun altro. Tu o il tuo architetto o entrambi, mettetevi davanti a un foglio bianco e iniziate a capire cosa può diventare lo spazio che vuoi risistemare. Se hai poco budget, magari non pensare di creare una SPA dentro al bagno o di demolire i muri per spostare la cucina dalla parte opposta della casa. Pensa a modifiche leggere, pratiche e funzionali.

Fai un rilievo preciso di tutte le pareti, delle finestre e degli impianti. Devi valutare lo stato di conservazione di ogni materiale presente e decidere cosa è accettabile per il [...]

25 11, 2016

Come ristrutturare casa spendendo bene, spendendo poco.

Se ti stai chiedendo come ristrutturare casa spendendo bene e poco…sei nel posto giusto.

Voglio raccontarti la mia personale esperienza in merito. Hai capito bene, ti condurrò attraverso i 6 passaggi che mi hanno consentito di trasformare un’appartamento degli anni ’50 in uno spazio contemporaneo, accogliente e con ridotti consumi energetici. 

Partiamo!

 

Sono passati 7 anni dalla ristrutturazione della casa in cui viviamo attualmente.

In questi anni abbiamo ridato la tinta un paio di volte, spostato i mobili un po’ più a destra e un po’ più a sinistra, acquistato molti libri, tolto la televisione, ampliato lo spazio tra poltrone e divano per fare giocare nostra figlia e soprattutto abbiamo vissuto in cucina, che si riempie molto spesso di amici e parenti. Devo dire che, tutto sommato, il progetto iniziale ci accontenta ancora.

A partire dai primi ragionamenti su come dovesse trasformarsi la vecchia casa del mio caro nonno, l’idea era quella di “sperimentare” le tecnologie di cui parlo quotidianamente ai miei clienti.

Vetri tripli e serramenti con doppia guarnizione, ventilazione meccanica controllata, riscaldamento a pavimento, sanitari sospesi, doccia a filo pavimento, cabina armadi, il parquet in bagno, luci a led, isolamento performante, ecc ecc.

 
Credo molto nel testare personalmente le soluzioni che propongo ai clienti, da un lato per capire come funziona la teoria trasformata in pratica, dall’altro per proporre tecnologie sostenibili nel tempo e ragionevoli dal punto di vista economico.
 

Quindi, dovevo “solo” trovare il modo meno costoso, per riqualificare al meglio questa casa degli anni 50’. Come ristrutturare casa spendendo bene, spendendo poco. Semplice no?

La nostra idea di partenza prevedeva alcune lavorazioni principali, tra le quali il rifacimento totale degli impianti, lo spostamento di alcune pareti, la realizzazione del cappotto termico e la sostituzione dei serramenti. Inoltre, [...]

3 08, 2016
  • massimo-bottura-osteria-francescana-miglior-ristorante
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    Massimo Bottura: ristorante con passione, qualità, amore. Un’Esperienza da vivere.

Massimo Bottura: ristorante con passione, qualità, amore. Un’Esperienza da vivere.

Lo scorso 2 Luglio siamo andati a pranzare all’Osteria Francescana.
L’Osteria Francescana è un ristorante di Modena che nasce negli anni ’50, come “piola” del centro città, una taverna con vino sfuso, tavoli in legno “faccia a vista”, prezzi contenuti, partita a briscola inclusa. Negli anni ’80, viene trasformata in birreria.
Nel 1995 la rileva Massimo Bottura, un giovane e intraprendente Chef che era stato a lavorare – tra gli altri – da Alain Ducasse, uno che tra i premi, i ristoranti, i libri di cucina e le varie attività si sta occupando anche della dieta degli astronauti per i viaggi spaziali. Uno bravino.
Un mio cliente, Alessandro, è appassionato di alta cucina e, senza sapere che di lì a poco l’Osteria Francescana avrebbe vinto il premio The World’s 50 Best Restaurants, 3 mesi fa ha prenotato un tavolino per 5 persone. 3 mesi prima perché, da quanto ci ha raccontato il bravissimo sommelier Beppe Palmieri a margine dell’esperienza, l’Osteria Francescana riempie le prenotazioni di 3 mesi, in circa 6 minuti dall’apertura delle stesse.

L’Interior design del locale è progettato per annullare il tempo, si entra in un’atmosfera ovattata, fatta di luci calde e soffuse, il rapporto con l’esterno è completamente azzerato. Tutto si deve svolgere dentro, il tempo si è fermato (forse). Ci si deve assolutamente concentrare sui piatti, sulle posate, sui i bicchieri, sulle guarnizioni, i colori, i sapori.
I lavori di ristrutturazione sono stati fatti nel 2012, con un piccolo ampliamento della cucina e la realizzazione della nuova cantina nell’edificio adiacente. La mano dell’Architetto è stata delicata, lasciando il giusto spazio al palato dei clienti.
L’Arte è dappertutto. In un angolo il sacco nero della “spazzatura” opera di Gavin Turk, su di [...]

4 07, 2016

Come trasformare le camere di hotel e guadagnare di più

Lo scorso 10 Giugno siamo stati a Treviso per presentare una proposta di progetto di camere di hotel all’interno del contest nazionale “Design your Room” organizzato qualche mese fa da Best Western Italia.
Il contest Best Western Italia: Design your Room
Un tema molto particolare ed interessante: Best Western ci aveva invitati ad Aprile, insieme ad un centinaio di architetti italiani, a ideare una camera, scegliendo tra i brand del Gruppo e rispettando una serie di standard specifici, quali i costi di ristrutturazione della camera, gli arredi e i complementi necessari (letto, scrivania, etc).

Alla fine del contest, siamo stati selezionati insieme ad altri nove finalisti e abbiamo potuto mostrare agli operatori BW la nostra idea.

Il progetto è nato da una collaborazione con Studio Doppio. Insieme agli architetti Dario Sasso e Pietro Abbruzzese, abbiamo pensato a come interpretare in chiave contemporanea la camera d’albergo.
Cosa rappresenta oggi l’ospitalità? Come è cambiato il mondo degli hotel? Chi sono i nuovi viaggiatori? Quali sono le esigenze dei clienti attuali? Cosa può fare un architetto per migliorare la redditività di un hotel?
 

Sulla base di queste ed altre domande, abbiamo sviluppato un progetto basato su di un concetto molto semplice: Economia, modularità e flessibilità.
Le Camere di Hotel in chiave contemporanea: economiche, modulari, flessibili.
Una camera che non costi troppo in termini realizzativi e che quindi possa essere “venduta” a prezzi minori e permetta agli albergatori di ottenere margini meno risicati degli attuali. Alcuni moduli ripetuti all’interno della camera, che trasformino la stanza in un luogo semplice da comprendere e da utilizzare, dove poter aprire la valigia su di un mobile “a vista” e non temere di dimenticare qualcosa nell’armadio, ma non solo. L’ospite, in camera deve poter lavorare, quindi il letto diventa [...]

18 04, 2016
  • IDEeA visitare giardini della Reggia di Venaria
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    Visitare i giardini della Reggia di Venaria dopo pranzo…ottima IDEeA!

Visitare i giardini della Reggia di Venaria dopo pranzo…ottima IDEeA!

Ormai sono quasi 8 anni che lavoriamo a fianco della Reggia e dei giardini della Reggia di Venaria Reale e ogni volta che usciamo a far pranzo in uno dei numerosi ristorantini di Via Mensa o a prendere un caffè in qualche bar, la Reggia è sempre lì, fiera, che ci osserva da dietro ai mattoni facciavista, la Torre dell’Orologio e le fontane musicali.
Il 18 gennaio 1997 venne resa pubblica l’intenzione di recuperare l’intero complesso, ma di fatto il progetto di Restauro Risanamento conservativo e Ristrutturazione fu avviato solamente qualche anno dopo. Solo nel 2011, finalmente il progetto si poté ritenere concluso, in tempo per il 150° dell’Unità di Italia, celebrato con la partenza del Giro d’Italia.

Un progetto molto costoso, lungo e faticoso.
Le stime ufficiali parlano di circa mq 240.000 di edifici e 800.000 mq i giardini della Reggia di Venaria, con un costo di realizzazione intorno ai 900 €/mq. Tanti? Pochi? Se la comparassimo alla ristrutturazione di un casa, non sarebbe nemmeno una cifra esagerata, se non che, il totale speso per imprese, progettisti, varie ed eventuali è stato di poco inferiore ai 300 milioni di €. Accipicchia.
Rispetto al Parco Divertimenti Temporaneo di Expo (costo di circa 720 milioni e con un buco stimato a Febbraio 2016 pari a 32 milioni –> Se vuoi approfondire, leggi l’articolo a questo link: Tutti i numeri di Expo: persi 32 milioni e ci è andata pure bene), la Reggia è meravigliosamente stata salvata dal declino e riportata allo splendore Settecentesco.
Mio suocero, che da bambino abitava a Venaria, mi raccontava che negli anni ’50 non si potevano percorrere i lunghi corridoi sotterranei (alti fino a 6 metri) perché il guano accumulato dei pipistrelli ne impediva il [...]

25 02, 2016
  • Come ristrutturare casa senza sprecare
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    Come ristrutturare casa senza rinunciare alle vacanze e altre storie incredibili

Come ristrutturare casa senza rinunciare alle vacanze e altre storie incredibili

Quanto costa ristrutturare? Come ristrutturare casa senza dover fare troppe rinunce? Quali sono le spese indispensabili? Vostro cugino, che ha cercato di risparmiare, ha iniziato i lavori 5 anni fa e ha ancora il piastrellista in casa?

Lo scorso mese, ho partecipato a un seminario molto interessante sull’Intelligenza Finanziaria. Un seminario, penserete voi, poco inerente rispetto al lavoro di Architetto ed Interior Designer. Quello che posso dirvi, in realtà, è che è stato molto utile per approfondire alcune dinamiche e mi ha dato la possibilità di ragionare sull’ottimizzazione delle spese sostenute dai miei clienti.

Il dato di fatto è che i soldi per ristrutturare, sono indispensabili. A meno che non siate muratori, carpentieri, fabbri, falegnami e factotum, avere a disposizione qualche soldino per iniziare i lavori è necessario.

Ma per ristrutturare casa, il secondo e non meno importante presupposto, oltre al denaro, è il tempo. Tempo libero, tempo per pensare a come desideri la casa, tempo per seguire i lavori, tempo da dedicare al progetto, tempo per scegliere i colori, gli arredi, i sanitari, ecc ecc.

Quindi se stabiliamo che l’equazione è:
Denaro + Tempo = Ristrutturare
 

allora possiamo dire che se manca uno dei due addendi, è meglio non partire con i lavori.

Se scomponiamo e semplifichiamo l’equazione scopriremo numerose variabili che identificano almeno 5 tipologie di personaggi differenti:

1) Il modesto -> Poco Denaro + Poco Tempo = Tinteggiature low cost e domeniche Ikea

2) Il tuttofare -> Poco Denaro + Molto Tempo = Lavori in casa “Fai da te”

3) Lo speranzoso -> Un po’ di Denaro + Poco Tempo = Pensavo che la casa venisse più bella

4) Il modaiolo -> Molto Denaro + Poco Tempo = Vestirsi alla moda nel deserto

5) Il benestante -> Molto Denaro + Molto Tempo = chiamatemi al 339 3986612  Il cliente [...]

4 12, 2015

L’Interior Design e l’arrivo di un Bebè

Avete dei figli? Non ne avete ancora? Vi siete mai chiesti quando fare un figlio?

Il 17 Novembre 2015 io e mia moglie siamo diventati genitori per la prima volta. Adelaide è una bimba piena di capelli e molto carina, il che fa pendere l’ago della bilancia delle somiglianze, in maniera inequivocabile, verso mia moglie.

Ho sempre cercato di non essere conformista, ma neanche anticonformista. E’ che, facendo parte della generazione degli anni ’80, volente o nolente mi sono antropologicamente allineato al gruppo dei miei pari. In sintesi: ho giocato con le macchinine, guardavo Bim Bum Bam un’ora al pomeriggio, ho scoperto il Commodore 16 alla fine degli anni ’80, i giri in motorino con gli amici, tanto sport, le scuole inferiori, Windows, le superiori, la laurea, il lavoro, il Mac, un Master, la semi indipendenza dai genitori, il matrimonio e finalmente alla soglia dei 35 un bel bebè.

Già, ma in questo Blog si parla di Architettura e Benessere. Cosa c’entra l’Interior Design con l’arrivo di un figlio/a?

Direi che c’entra abbastanza, vediamo perché. La nostra casa è così composta: Ingresso, Cucina, Soggiorno, Bagno grande, Camera da letto 1, Cabina Armadi, Bagno piccolissimo, Camera da Letto 2 (camera dei bambini), Sgabuzzino, grandi prati intorno a noi. Devo dire che siamo fortunati perchè abbiamo una casa in grado di accogliere l’arrivo di un paio di bambini senza doverla cambiare. L’abbiamo arredata con calma, secondo i nostri gusti e secondo il budget disponibile, senza esagerare con la quantità di mobili, decori, colori. Una casa contemporanea, calda ed accogliente. Poi, tutto di un tratto, è arrivata una piccola creatura.

Il bebè, nella nostra cultura ahimè, è un essere umano superaccessoriato. Possiede appena nato/a (di serie) il codice fiscale, decine di tutine, [...]

20 10, 2015

Visitare Expo, oppure no?

Voi avete preso in considerazione l’idea di visitare Expo? Noi ci siamo andati. Ci avevano regalato i biglietti per Natale e finalmente siamo riusciti a dedicare una giornata intera per vedere questa grande fiera globale. Una giornata intensa.
Partenza ore 7.30 da Torino, caffè in Autogrill a Novara, parcheggiato l’auto a Fiera Milano, preso la navetta ed arrivati alle ore 10.15 presso i metal detector della “Fiera del Momento”. Eravamo in quattro di cui una donna – in stato interessante – ovvero all’ottavo mese di gravidanza, comodamente “carrozzella trasportata”. Questa particolare condizione ci ha facilitato la vita perché alcune code prevedevano un’ingresso “rapido” per le donne incinte. A parte questo, abbiamo percorso circa 20 km a piedi in 12 ore di visita ai padiglioni. Una specie di gara podistica in slow motion, passo lento, sguardo attento.
L’Expo è piaciuta a tutti quanti i miei compagni di viaggio, mentre a me “così così”. Perché?
Premetto che il giudizio è molto soggettivo e rispetto chiunque mi dica: “che bella l’Expo” ma visto che in questo Blog si parla di Architettura e Benessere, proverò ad argomentare la mia idea in una sintetica pagella.
1) Estetica: l’Expo ricorda un po’ Gardaland, ma non c’è Prezzemolo che ti accoglie e manca il percorso sui tronchi, anche se ci sono padiglioni che dal punto di vista architettonico, non si discostano poi molto. Voto 5. Il parco divertimenti più grande d’Italia (senza le giostre).
2) Novità: l’Expo non porta in scena particolari innovazioni tecnologiche, scientifiche, spirituali di spessore, se non l’abilità degli italiani a fare tutto in fretta e furia. Sono lontani i tempi del Crystal Palace (Londra 1851) o della Tour Eiffel (Parigi 1889). Voto 5. No news, good [...]

15 09, 2015

Arte e Interior Design

E’ da molto che viviamo circondati da opere d’arte? Pare che lo facessimo già nel Paleolitico Superiore.

Nel 1940 in Francia – presso Montignac in Dordogna – viene scoperta La grotta di Lascaux. Le immagini rupestri più famose del mondo, dato che sono identificate come il primo esempio di arte umana mai ritrovato.

Già 18.000 anni fa, gli uomini primitivi avevano iniziato a fare gli artisti. Se usiamo l’immaginazione possiamo quasi vederli.

Dopo una settimana passata a raccogliere semi e a cacciare bisonti, finalmente è arrivato il Week-end! L’uomo delle caverne può riposarsi e godersi la nuova poltrona di rami di frassino e pelle d’orso, sgranocchiando una patata e bevendo acqua Vichy. E proprio in quell’istante, la sua compagna, rientrando in “casa” dice: “Mon Chèr, guarda quanta umidità sulla parete della camera dei bambini, va a finire che si forma della muffa! Cosa ne dici se facciamo dei lavori di ristrutturazione?” e poi, mentre il compagno la guarda spaventato, “credo anche che sulla parete del salone vicino alla pietra verde, ci stia bene qualcosa, ma non so ancora bene cosa. Così è troppo vuota, i vicini di grotta hanno messo le corna del bisonte appese. Hai delle idee?”

La reazione del compagno, è tipo quella del marito che la Domenica va da Ikea. Ma la donna preistorica – già molto più organizzata e preparata del maschio – gli ha recuperato un pezzo di carbone, un osso appuntito e dell’argilla bagnata. “Forza caro, datti da fare!”.

Il povero Homo Sapiens di Lascaux, inizia a pensare, si guarda intorno e quindi posa la sua mano sporca di argilla sulla calcite bianca della parete. Lascia un segno, lo modella, lo incide, crea una forma. E’ un toro. Una serie di tori, si [...]