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24 08, 2015

Una Domenica da Ikea

Come diceva Fabio Concato – uno che aveva già capito tutto anni fa – in una delle sue canzoni più famose: “Domenica ti porterò sul lago, vedrai sarà più dolce dirsi «ti amo»,.. partire quando Milano dorme ancora,.. possiamo anche pescare e fingere di essere sul mare,..che meraviglia stare sotto il sole, sentirsi come un bimbo ad una gita,..dev’essere quest’aria innaturale,..è bello parlare d’amore tra un fritto e un’insalata e dirti che fortuna, Che domenica bestiale.”. Aveva già inserito, in questa semplice poesia, molti degli elementi della classica “Domenica Ikea”.

Premetto che, come Architetto e Interior Designer, ho stabilito di dover andare di tanto in tanto a visitare l’Ikea. Rispetto e ammiro la loro capacità di fare Marketing e di avere inventato un nuovo e incredibile modo di vendere gli arredi. Cosa molto diversa dall’artigianalità del “mobile italiano”, penso sia comunque un’esperienza formativa, un po’ come recarsi talvolta in un museo, andare a vedere una mostra d’arte (ah, dopo vi devo parlare proprio di questo*), partecipare alla Design Week del Salone del Mobile o assaggiare un piatto sconosciuto in un paese straniero. E’ un’esperienza sempre stimolante.

Come sottintende Concato nella sua canzone, la “condicio sine qua non” per andare all’Ikea di Domenica, è che ci si deve assolutamente andare in coppia. Sì, perchè andare da soli all’Ikea di Domenica è come andare in Tangenziale ad Agosto, si viaggia in modo lineare e veloce, senza stress, con un obiettivo preciso, insomma è troppo facile. In coppia, invece, si procede a rallentatore, seguendo “un serpentone” di persone che ti conduce da un ambiente giorno ad uno notte, dalla zona bagno alle piante da giardino, passando per luci, complementi d’arredo e “ciapa puer” (volgarmente detti “prendi polvere”)…

Da soli non si riesce a [...]

10 07, 2015

Come difendersi dal caldo in casa: consigli divertenti

Che caldo fa, quando i gomiti si appiccicano al tavolo mentre cerchi di fare colazione? Che caldo fa, quando appena saliti in macchina, il motore è già caldo e il climatizzatore soffia aria bollente come un phon dal parrucchiere? Che caldo fa, quando di notte ci sono cammelli e beduini nella tua bellissima mansarda, trasformando l’ora della nanna in una sudata che “neanche dopo la maratona di New York”?

La risposta è semplice: fa molto caldo. Il Servizio Meteo ci conferma che il 21 Giugno è iniziata l’Estate. Non come lo scorso anno, che a Luglio sembrava di essere in Groenlandia. Ora è Estate veramente, soprattutto al Nord, dove siamo poco abituati (purtroppo) al caldo e al Sole tutto l’anno.

Proprio l’altro giorno, con 40 gradi percepiti all’ombra, c’era gente che si faceva la doccia sotto al “Toret”, che qui a Torino e Provincia è una fontana, anzi, la Fontana. Sembrava quasi la sala da bagno di una “Casa Metropolitana”, mancavano il sapone, la spugna e una tenda per ripararsi.

Per restare in tema domestico, in Città l’altro pomeriggio, le strade e le piazze sembravano i corridoi degli uffici dopo l’ora di chiusura, vuote e silenziose, l’asfalto bollente alterava le immagini come durante il Gran Premio di Formula 1 a Indianapolis. La vita in campagna scorreva altrettanto lentamente, gli insetti dormivano all’ombra dei girasoli e le rondini, che hanno fatto il nido sotto il mio garage, pensavano seriamente di emigrare in Norvegia. Il Sole quasi non si vedeva, perché la cappa di umidità lo nascondeva alla vista, ma non ne impediva l’inesorabile mestiere di “Termosifone della Terra”.

E quindi, come combattere il caldo in casa? Ecco alcuni semplici, utili e divertenti consigli per rinfrescare le pareti di casa e sopravvivere al caldo [...]

19 06, 2015

In principio fu (anche) l’artigiano…

Prima di abitare dove abiti, di lavorare dove lavori, di mangiare dove mangi, lo stesso luogo dove sei in questo momento, non esisteva.

O esisteva, ma era diverso.

Prima, sono passati loro. Instancabili, rumorosi, fischiettanti, bravi, disattenti, lenti, veloci, divertenti…gli Artigiani.
Senza di loro, ciò che vedi intorno a te, nello spazio in cui ti trovi, non esisterebbe!
Gli operai, i cosiddetti lavoratori, capimastro, impresari, decoratori, piastrellisti, tuttofare, sono sicuramente stati lì. A meno che tu non viva in una grotta del Pleistocene, in ogni spazio, qualche essere umano ha modificato lo stato delle cose, qualcuno – poco o tanto tempo fa – ha aperto un Cantiere.

Qui, ogni giorno, si potrebbe scrivere una commedia.

Il capo Siciliano – mentre il manovale Albanese demolisce un muro con un martello rumorosissimo – ordina in dialetto al piastrellista Moldavo di fare quel pavimento in piano, senza giunto e in fretta, senza sprecare colla e soprattutto senza fermarsi a fumare l’ennesima sigaretta, che lui intanto (il capo), s’accende. Il muratore Romeno, in silenzio e senza sosta, sta chiudendo i buchi fatti dall’idraulico, che è il marito della nipote del capo. E’ Piemontese, ma non parla in dialetto, perché un po’ si vergogna. L’idraulico si lamenta del fatto che l’impianto esistente è proprio fatto male e che se fosse nato prima e avesse fatto l’idraulico trent’anni fa, ora sarebbe ricco. Drin, il campanello, è l’elettricista, che con le sue scarpe supergommate anti folgorazione, passa sopra le macerie del muro demolito dal manovale. Prende lo spray. Inizia a segnare gli interruttori sui pochi muri rimasti, si lamenta del fatto che l’impianto esistente è proprio fatto male e che se fosse nato prima e avesse fatto l’elettricista trent’anni fa, ora sarebbe ricco.

Il capo, intanto, [...]

20 05, 2015

Spazi, Architettura e Benessere

Benvenuta/o in questo blog!

Un blog che parla di Benessere e di Interior Design e di come l’Interior Design possa generare benessere (e viceversa).

Ho deciso di scrivere di questo argomento per dare spazio a riflessioni condivise con amici, clienti e sconosciuti, e per parlare di un tema spesso bistrattato, scavalcato, dato per scontato. Il Ben-Essere ovvero “stare bene” o “esistere bene” si verifica talvolta spesso, talvolta raramente. A volte è sorprendente, a volte è divertente. Spesso basterebbe amare e rispettare lo spazio in cui si è, per quello che è in quel momento, anche se non corrisponde esattamente alle nostre ambizioni. Ogni tanto tutto si incastra alla perfezione, altre volte ci vanno amore, tempo e volontà per sentire propri gli spazi.

A chi non piace stare bene? E a chi non piace stare bene a casa propria? O in albergo, in ufficio, al bar, al museo o in un club di musica jazz? Chi non apprezza una cena tra amici, una cucina accogliente, un letto comodo o un terrazzo che domina la città? Chi non sogna la tranquillità della campagna, il rumore del mare dalla finestra e stare sotto al piumone quando fuori nevica?

Mi piacerebbe scrivere dello star bene, in maniera libera, divertente.

Parlare di interior design, architettura e benessere, certo, ma lasciare un po’ di spazio alla contaminazione, a nuove esperienze, nuovi punti di vista, presi da ambiti differenti. Mi piacerebbe parlare di come l’arrivo di un bambino possa “stravolgere” una casa ordinata, di come fare un party per 30 persone in un monolocale e di come ricavare spazi di “quiete” in cui rifugiarsi a leggere un buon libro. Insomma, vorrei parlare un po’ di tutto ciò che è legato al vivere bene uno spazio. Sia [...]