Se ti stai chiedendo come ristrutturare casa spendendo bene e poco…sei nel posto giusto.

Voglio raccontarti la mia personale esperienza in merito. Hai capito bene, ti condurrò attraverso i 6 passaggi che mi hanno consentito di trasformare un’appartamento degli anni ’50 in uno spazio contemporaneo, accogliente e con ridotti consumi energetici. 

Partiamo!

 

Sono passati 7 anni dalla ristrutturazione della casa in cui viviamo attualmente.

In questi anni abbiamo ridato la tinta un paio di volte, spostato i mobili un po’ più a destra e un po’ più a sinistra, acquistato molti libri, tolto la televisione, ampliato lo spazio tra poltrone e divano per fare giocare nostra figlia e soprattutto abbiamo vissuto in cucina, che si riempie molto spesso di amici e parenti. Devo dire che, tutto sommato, il progetto iniziale ci accontenta ancora.

A partire dai primi ragionamenti su come dovesse trasformarsi la vecchia casa del mio caro nonno, l’idea era quella di “sperimentare” le tecnologie di cui parlo quotidianamente ai miei clienti.

Vetri tripli e serramenti con doppia guarnizione, ventilazione meccanica controllata, riscaldamento a pavimento, sanitari sospesi, doccia a filo pavimento, cabina armadi, il parquet in bagno, luci a led, isolamento performante, ecc ecc.

 

Credo molto nel testare personalmente le soluzioni che propongo ai clienti, da un lato per capire come funziona la teoria trasformata in pratica, dall’altro per proporre tecnologie sostenibili nel tempo e ragionevoli dal punto di vista economico.

 

Quindi, dovevo “solo” trovare il modo meno costoso, per riqualificare al meglio questa casa degli anni 50’. Come ristrutturare casa spendendo bene, spendendo poco. Semplice no?

La nostra idea di partenza prevedeva alcune lavorazioni principali, tra le quali il rifacimento totale degli impianti, lo spostamento di alcune pareti, la realizzazione del cappotto termico e la sostituzione dei serramenti. Inoltre, dovevamo realizzare i ribassamenti e le finiture ed infine avremmo dovuto acquistare tutti i mobili, i sanitari ed i complementi.

 

Come fare per ottenere un buon risultato, senza sprecare risorse?

 

A chiunque, non Architetto o Architetto che sia, piacerebbe avere il meglio, senza dover rinunciare a niente. Ovviamente, da un punto di vista pratico, questo non è sempre possibile, ma seguendo i 6 passaggi che troverai qui di seguito, ti garantisco che si possono raggiungere risultati degni di nota.

 

1)     L’intervista

Ci siamo fatti le “domande giuste” e abbiamo fatto una lista di priorità.

  • Quali sono le parole che descrivono meglio la casa che hai in questo momento?
  • Cosa vorresti che le persone vedessero nella tua casa?
  • Cosa vorresti ASSOLUTAMENTE avere all’interno della tua casa?
  • Quanta energia dovrebbe consumare la tua casa?
  • E’ la casa di tutta la vita o temporanea?
  • Quali sono le cose che ami fare in casa?
  • Qual è il budget che vorresti destinare ai lavori?

 

In questo modo abbiamo creato una lista di indicazioni scritte e ordinate, riguardante i nostri obiettivi.

 

2)     Il progetto preliminare

Tenendo al nostro fianco la lista delle priorità, realizzata grazie all’intervista, abbiamo potuto definire sulla planimetria gli spazi indispensabili, facendo uno schema di massima dove venivano individuati i due bagni, la cucina con il salotto, la lavanderia (ricavata nel sottoscala) e le due camere da letto.

Grazie al progetto preliminare abbiamo verificato la possibilità di realizzare il progetto che desideravamo, sia da un punto di vista pratico che dal punto di vista della normativa comunale.

 

3)     I preventivi

Con il progetto preliminare e la lista delle priorità, abbiamo iniziato a chiedere i preventivi e abbiamo fatto un foglio di calcolo excel dove abbiamo inserito le voci indispensabili e le voci secondarie. Ad esempio: sostituire i serramenti esterni era una priorità, mentre comprare delle belle sedie di design non lo era (infatti abbiamo vissuto per 3 anni con la sedia Gunde di Ikea, per poi passare ad Horm con la sedia Cerish.

Con il totale delle lavorazioni abbiamo potuto ridurre ed ottimizzare le lavorazioni indispensabili ed eliminare le voci di costo non indispensabili, per stare all’interno del budget stabilito.

 

4)     Il progetto definitivo

Con la lista delle esigenze, il progetto preliminare e la “lista della spesa”, potevamo raffinare i disegni. Per prima cosa ho preparato un modello tridimensionale utilizzando Sketchup.

Definito lo spazio interno, ho preparato la pratica comunale e fatto una Dichiarazione di Inizio attività per Manutenzione Straordinaria, da un lato perché è obbligatoria per legge, dall’altra per accedere alle detrazioni fiscali, che allora erano inferiori rispetto ad oggi.

A proposito, se dovete fare dei lavori di ristrutturazione, leggete con attenzione qui -> http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Richiedere/Agevolazioni/DetrRistrEdil36/SchInfoDetrRistrEdil36/

Il progetto definitivo serve per dare le indicazioni a chi dovrà realizzare le opere. Più raffinato è, meglio è.

 

5)     I lavori di ristrutturazione

Armati di pazienza, di disegni e di contratti, abbiamo iniziato a far fare i lavori. Cinque o sei mesi per 100 mq. Ci siamo fatti dare un cronoprogramma con le tempistiche e abbiamo immediatamente iniziato a girare per showroom per scegliere le piastrelle, i sanitari, le luci, i mobili e i serramenti. In questo modo i lavori sono proseguiti senza sosta perché siamo riusciti a far consegnare i materiali nei tempi comunicati dall’impresa. Prima dell’arrivo degli arredi, abbiamo fatto le finiture e le decorazioni, abbiamo installato gli apparecchi illuminanti e mangiato una pizza margherita sul pavimento della cucina. Ce l’avevamo quasi fatta!

Le opere di riqualificazione hanno trasformato la casa degli anni ’50 in uno spazio a consumo quasi zero, con un ricircolo costante d’aria e con gli spazi che avevamo immaginato e descritto nella nostra intervista.

 

6)     L’arredamento degli spazi

Mancavano i mobili. Questa fase è iniziata 7 anni fa e sta continuando ancora adesso.

Abbiamo comprato un bel letto comodo, fatto una cabina armadi molto semplice. La cucina è stata scelta sulla base dell’utilizzo che ne volevamo fare e si sta comportando egregiamente, benché sia piccina ha tutti i comfort e gli elettrodomestici necessari.

Il divano e le poltrone non le usiamo molto perché non guardiamo la TV, ma la nostra piccola si fa aiutare dalle imbottiture per camminare agevolmente tra i giocattoli. I bagni sono luminosi, anche se uno non ha finestre, la lavanderia è minimale, ma funzionale. Il tavolo lo ha costruito il nostro falegname sulla base di un disegno fatto insieme.

I complementi, stanno entrando un po’ per volta dentro casa, un vaso, un quadro, un bel tappeto. Il ricordo di un viaggio o la foto di un bel posto sulle pareti del corridoio e ancora ci sarà tempo per cambiare e aggiungere, togliere e rendere più confortevole la nostra casa.

Il progetto forse non è ancora finito, perché continua e cambia insieme a noi, insieme alle nostre esigenze e ai nostri desideri.

Spesso modifichiamo la nostra intervista, aggiungendo domande o cambiandone le risposte e come diceva Edmondo de Amicis:

Non sempre il tempo la beltà cancella

O la sfioran le lacrime e gli affanni;

Mia madre ha sessant’anni,

E più la guardo e più mi sembra bella”

 

Anche la nostra casa cambia, invecchia, s’arricchisce e speriamo, che migliori con il tempo!

 

 

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