Ma cos’è lo stress?

 

La cara consigliera dei tempi nostri, Wikipedia, dice:

Lo stress è una sindrome di adattamento a dei fattori di stress (stressor). Può essere fisiologica, ma può avere anche dei risvolti patologici, anche cronici, che ricadono nel campo della psicosomatica. Si suole distinguere tra eustress e distress ovvero rispettivamente stress buono e stress cattivo.”

 

Devi saper che spesso, nei lavori edili, si vede molto “distress” (quello cattivo) e poco “eustress (quello buono).

Ma, a te che stai pensando “Ahimè, devo ristrutturare casa…” vorrei dire che questa storia dello stress non si verifica sempre (e vorrei rassicurarti, perciò ti consiglio questo approfondimento: Come ristrutturare casa spendendo poco, spendendo bene).

Molto spesso infatti fila tutto liscio e ristrutturare casa non risulta faticoso, anzi.

Questo articolo vuole analizzare e sdrammatizzare i momenti di difficoltà che capitano facendo i lavori e vuole darti dei consigli per prendere consapevolezza e affrontare al meglio la ristrutturazione di una casa o di qualsiasi altro spazio.

 

Rispetto al cantiere navale e al cantiere autostradale che non frequento, il cantiere edile, etimologicamente nasce dalle parole latine “cantherius” ovvero “cavallo castrato” – successivamente passata a significare “cavalletto di sostegno” – e dalla parola “aedius” che significa “casa” o “abitazione”.

Alcuni tradurrebbero questa frase in “la casa del cavallo castrato” e viste le cose che capitano – talvolta – in cantiere, potrebbe non essere del tutto sbagliata.

A volte in cantiere si sente nitrire, a volte si sente addirittura ragliare, senza la presenza evidente di equini e/o specie animali simili. Molte volte si sente qualche parolaccia e in alcuni casi si va oltre (ma tralasciamo i dettagli). In poche parole, il cantiere, a volte, è come un ring senza corde e senza un numero preciso di riprese.

La ripresa, per restare in ambito pugilistico, può variare dalle 2 alle 5 settimane e il match a volte dure alcuni anni. In cantiere i pugili sono tanti, c’è l’impresario, il committente, gli artigiani, ci sono i fornitori, che come in un incontro di wrestling si scambiano a più riprese per concludere il lavoro e andare a “combattere” in un altro ring.

L’architetto, che dovrebbe essere l’arbitro di questi match, tuttavia si trova coinvolto nelle scazzottate e rispetto agli altri partecipanti, non può menare nessuno, può solo tenere alta la guardia e deve cercare di mantenere buoni rapporti con tutti.

All’inizio dei “cantieri stressanti”, sono tutti mediamente gentili, disponibili e pazienti, ma verso la fine, un pericoloso virus prende il sopravvento. Il “virus” che genera lo stress da lavori di ristrutturazione e/o costruzione nasce dall’antichità.

 

Mi immagino i primi uomini che si sono costruiti casa (o una capanna) alle prese con i burocrati del tempo. Il capo del villaggio che non faceva fare capanne più alte della sua, i permessi del consiglio degli anziani, gli oneri di concessione da pagare in natura, tutto tempo che passava senza potere iniziare i lavori. Che stress!

Poi bisognava recuperare i materiali, la pietra sulla montagna, la paglia nei campi, la sabbia nel fiume. Portarla dove si voleva fare la casa e metterla insieme. Mancava sempre qualcosa, la sabbia era poca, la paglia di scarsa qualità, l’amico che aiutava era andato a caccia. Poi iniziava la stagione delle piogge, la caverna nella roccia era stata presa da un’altra famiglia e il nostro amico preistorico doveva dormire dalla suocera. Che stress!

E oggi?

Ai giorni nostri non è più così, è tutto molto più complicato.

 

I permessi che dipendono da leggi che sono in continua evoluzione. I materiali che sono migliaia, indispensabili, cari e – per ragioni economiche – spesso, di scarsa durata. Le imprese edili, sempre meno pagate e pronte a fare qualsiasi cosa a discapito della qualità e alcuni professionisti che a fronte di un budget contenuto si limitano a fare il minimo indispensabile.

Ma quindi fare i lavori senza diventare isterici si può?

 

Questa cosa dipende sicuramente dalla giusta programmazione e dai professionisti che sceglierai.

I soldi non si possono stampare, il tempo non si può fermare.

Bisogna organizzarsi bene, progettare, decidere, partire con i lavori e avere un po’ di pazienza.

 

Il resto è cosa facile (credimi, e dai un’occhiata a quest’altro articolo dove approfondisco l’argomento: Come ristrutturare casa senza rinunciare alle vacanze).

 

Il consiglio che posso darti, è quello di accettare un po’ di stress (fa parte di questa attività meravigliosa che è “costruire qualcosa”), ma evita di stressarti troppo, fatti consigliare e fatti consigliare bene.

 

Buone vacanze!

 

La vita è la costruzione di un’idea.
(Anonimo)

 

 

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