E’ da molto che viviamo circondati da opere d’arte? Pare che lo facessimo già nel Paleolitico Superiore.

Nel 1940 in Francia – presso Montignac in Dordogna – viene scoperta La grotta di Lascaux. Le immagini rupestri più famose del mondo, dato che sono identificate come il primo esempio di arte umana mai ritrovato.

Già 18.000 anni fa, gli uomini primitivi avevano iniziato a fare gli artisti. Se usiamo l’immaginazione possiamo quasi vederli.

Dopo una settimana passata a raccogliere semi e a cacciare bisonti, finalmente è arrivato il Week-end! L’uomo delle caverne può riposarsi e godersi la nuova poltrona di rami di frassino e pelle d’orso, sgranocchiando una patata e bevendo acqua Vichy. E proprio in quell’istante, la sua compagna, rientrando in “casa” dice: “Mon Chèr, guarda quanta umidità sulla parete della camera dei bambini, va a finire che si forma della muffa! Cosa ne dici se facciamo dei lavori di ristrutturazione?” e poi, mentre il compagno la guarda spaventato, “credo anche che sulla parete del salone vicino alla pietra verde, ci stia bene qualcosa, ma non so ancora bene cosa. Così è troppo vuota, i vicini di grotta hanno messo le corna del bisonte appese. Hai delle idee?”

La reazione del compagno, è tipo quella del marito che la Domenica va da Ikea. Ma la donna preistorica – già molto più organizzata e preparata del maschio – gli ha recuperato un pezzo di carbone, un osso appuntito e dell’argilla bagnata. “Forza caro, datti da fare!”.

Il povero Homo Sapiens di Lascaux, inizia a pensare, si guarda intorno e quindi posa la sua mano sporca di argilla sulla calcite bianca della parete. Lascia un segno, lo modella, lo incide, crea una forma. E’ un toro. Una serie di tori, si lascia trasportare dall’entusiasmo e ne realizza molti, piccoli, grandi, maestosi. La moglie lo guarda da distante, sposta la poltrona sotto ai tori, dispone la cucina rudimentale a fianco dell’ingresso e poi si avvicina e lo aiuta. Soffia il colore ocra a mo’ di spray per definirne i contorni e renderli “veri”, libera l’ingresso dalle foglie e permette alla luce di entrare. Che bella grotta!

Un certo Pablo Picasso, nel 1940, affermò di aver trovato in questa coppia di interior designer preistorici, il maestro che non aveva mai avuto. Gli uomini di Lascaux attraverso Arte e Interior Design hanno reso la grotta affascinante ed unica addirittura ai nostri occhi, 180 secoli dopo.

Questi uomini preistorici, si sono evoluti fino a diventare Artisti Classici, Rinascimentali, Barocchi, Futuristi, Poveri, Ricchi e Contemporanei.

Di questi tempi, ce lo stiamo un po’ dimenticando. Come mi raccontava un amico artista che si chiama Vesod, quando era attivo suo padre Dovilio, solo in Piemonte gli artisti di professione erano decine, se non centinaia. Ora, sono solo in 2. Non è che si stanno estinguendo?

Credo che l’arte ci possa aiutare a colorare le nostre case, le nostre città, gli spazi dimenticati.

L’arte, aiutandoci a riqualificare ciò che vediamo, potrebbe migliorare la nostra vita. Dovremmo farci circondare dall’arte, provare l’emozione di guardare e capire come mai, a partire dal Paleolitico, siamo in qualche modo diventati artisti.

Ed è proprio per questo che da qualche tempo, stiamo lavorando dentro una galleria d’arte (Punto 618 Art Gallery), per imparare, osservare, conoscere da vicino il mondo della pittura, della scultura e delle altre discipline. In questo modo, ci facciamo circondare da un messaggio importante, che condividiamo con voi.

Come diceva Keith Haring: “Mi è sempre più chiaro che l’arte” – così come l’architettura – “non è un’attività elitaria riservata all’apprezzamento di pochi. L’arte è per tutti, e questo è il fine a cui voglio lavorare.”

Buon lavoro e buona arte!