25 11, 2016

Come ristrutturare casa spendendo bene, spendendo poco.

Se ti stai chiedendo come ristrutturare casa spendendo bene e poco…sei nel posto giusto.

Voglio raccontarti la mia personale esperienza in merito. Hai capito bene, ti condurrò attraverso i 6 passaggi che mi hanno consentito di trasformare un’appartamento degli anni ’50 in uno spazio contemporaneo, accogliente e con ridotti consumi energetici. 

Partiamo!

 

Sono passati 7 anni dalla ristrutturazione della casa in cui viviamo attualmente.

In questi anni abbiamo ridato la tinta un paio di volte, spostato i mobili un po’ più a destra e un po’ più a sinistra, acquistato molti libri, tolto la televisione, ampliato lo spazio tra poltrone e divano per fare giocare nostra figlia e soprattutto abbiamo vissuto in cucina, che si riempie molto spesso di amici e parenti. Devo dire che, tutto sommato, il progetto iniziale ci accontenta ancora.

A partire dai primi ragionamenti su come dovesse trasformarsi la vecchia casa del mio caro nonno, l’idea era quella di “sperimentare” le tecnologie di cui parlo quotidianamente ai miei clienti.

Vetri tripli e serramenti con doppia guarnizione, ventilazione meccanica controllata, riscaldamento a pavimento, sanitari sospesi, doccia a filo pavimento, cabina armadi, il parquet in bagno, luci a led, isolamento performante, ecc ecc.

 
Credo molto nel testare personalmente le soluzioni che propongo ai clienti, da un lato per capire come funziona la teoria trasformata in pratica, dall’altro per proporre tecnologie sostenibili nel tempo e ragionevoli dal punto di vista economico.
 

Quindi, dovevo “solo” trovare il modo meno costoso, per riqualificare al meglio questa casa degli anni 50’. Come ristrutturare casa spendendo bene, spendendo poco. Semplice no?

La nostra idea di partenza prevedeva alcune lavorazioni principali, tra le quali il rifacimento totale degli impianti, lo spostamento di alcune pareti, la realizzazione del cappotto termico e la sostituzione dei serramenti. Inoltre, [...]

3 08, 2016
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    Massimo Bottura: ristorante con passione, qualità, amore. Un’Esperienza da vivere.

Massimo Bottura: ristorante con passione, qualità, amore. Un’Esperienza da vivere.

Lo scorso 2 Luglio siamo andati a pranzare all’Osteria Francescana.
L’Osteria Francescana è un ristorante di Modena che nasce negli anni ’50, come “piola” del centro città, una taverna con vino sfuso, tavoli in legno “faccia a vista”, prezzi contenuti, partita a briscola inclusa. Negli anni ’80, viene trasformata in birreria.
Nel 1995 la rileva Massimo Bottura, un giovane e intraprendente Chef che era stato a lavorare – tra gli altri – da Alain Ducasse, uno che tra i premi, i ristoranti, i libri di cucina e le varie attività si sta occupando anche della dieta degli astronauti per i viaggi spaziali. Uno bravino.
Un mio cliente, Alessandro, è appassionato di alta cucina e, senza sapere che di lì a poco l’Osteria Francescana avrebbe vinto il premio The World’s 50 Best Restaurants, 3 mesi fa ha prenotato un tavolino per 5 persone. 3 mesi prima perché, da quanto ci ha raccontato il bravissimo sommelier Beppe Palmieri a margine dell’esperienza, l’Osteria Francescana riempie le prenotazioni di 3 mesi, in circa 6 minuti dall’apertura delle stesse.

L’Interior design del locale è progettato per annullare il tempo, si entra in un’atmosfera ovattata, fatta di luci calde e soffuse, il rapporto con l’esterno è completamente azzerato. Tutto si deve svolgere dentro, il tempo si è fermato (forse). Ci si deve assolutamente concentrare sui piatti, sulle posate, sui i bicchieri, sulle guarnizioni, i colori, i sapori.
I lavori di ristrutturazione sono stati fatti nel 2012, con un piccolo ampliamento della cucina e la realizzazione della nuova cantina nell’edificio adiacente. La mano dell’Architetto è stata delicata, lasciando il giusto spazio al palato dei clienti.
L’Arte è dappertutto. In un angolo il sacco nero della “spazzatura” opera di Gavin Turk, su di [...]

18 04, 2016
  • IDEeA visitare giardini della Reggia di Venaria
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    Visitare i giardini della Reggia di Venaria dopo pranzo…ottima IDEeA!

Visitare i giardini della Reggia di Venaria dopo pranzo…ottima IDEeA!

Ormai sono quasi 8 anni che lavoriamo a fianco della Reggia e dei giardini della Reggia di Venaria Reale e ogni volta che usciamo a far pranzo in uno dei numerosi ristorantini di Via Mensa o a prendere un caffè in qualche bar, la Reggia è sempre lì, fiera, che ci osserva da dietro ai mattoni facciavista, la Torre dell’Orologio e le fontane musicali.
Il 18 gennaio 1997 venne resa pubblica l’intenzione di recuperare l’intero complesso, ma di fatto il progetto di Restauro Risanamento conservativo e Ristrutturazione fu avviato solamente qualche anno dopo. Solo nel 2011, finalmente il progetto si poté ritenere concluso, in tempo per il 150° dell’Unità di Italia, celebrato con la partenza del Giro d’Italia.

Un progetto molto costoso, lungo e faticoso.
Le stime ufficiali parlano di circa mq 240.000 di edifici e 800.000 mq i giardini della Reggia di Venaria, con un costo di realizzazione intorno ai 900 €/mq. Tanti? Pochi? Se la comparassimo alla ristrutturazione di un casa, non sarebbe nemmeno una cifra esagerata, se non che, il totale speso per imprese, progettisti, varie ed eventuali è stato di poco inferiore ai 300 milioni di €. Accipicchia.
Rispetto al Parco Divertimenti Temporaneo di Expo (costo di circa 720 milioni e con un buco stimato a Febbraio 2016 pari a 32 milioni –> Se vuoi approfondire, leggi l’articolo a questo link: Tutti i numeri di Expo: persi 32 milioni e ci è andata pure bene), la Reggia è meravigliosamente stata salvata dal declino e riportata allo splendore Settecentesco.
Mio suocero, che da bambino abitava a Venaria, mi raccontava che negli anni ’50 non si potevano percorrere i lunghi corridoi sotterranei (alti fino a 6 metri) perché il guano accumulato dei pipistrelli ne impediva il [...]

15 09, 2015

Arte e Interior Design

E’ da molto che viviamo circondati da opere d’arte? Pare che lo facessimo già nel Paleolitico Superiore.

Nel 1940 in Francia – presso Montignac in Dordogna – viene scoperta La grotta di Lascaux. Le immagini rupestri più famose del mondo, dato che sono identificate come il primo esempio di arte umana mai ritrovato.

Già 18.000 anni fa, gli uomini primitivi avevano iniziato a fare gli artisti. Se usiamo l’immaginazione possiamo quasi vederli.

Dopo una settimana passata a raccogliere semi e a cacciare bisonti, finalmente è arrivato il Week-end! L’uomo delle caverne può riposarsi e godersi la nuova poltrona di rami di frassino e pelle d’orso, sgranocchiando una patata e bevendo acqua Vichy. E proprio in quell’istante, la sua compagna, rientrando in “casa” dice: “Mon Chèr, guarda quanta umidità sulla parete della camera dei bambini, va a finire che si forma della muffa! Cosa ne dici se facciamo dei lavori di ristrutturazione?” e poi, mentre il compagno la guarda spaventato, “credo anche che sulla parete del salone vicino alla pietra verde, ci stia bene qualcosa, ma non so ancora bene cosa. Così è troppo vuota, i vicini di grotta hanno messo le corna del bisonte appese. Hai delle idee?”

La reazione del compagno, è tipo quella del marito che la Domenica va da Ikea. Ma la donna preistorica – già molto più organizzata e preparata del maschio – gli ha recuperato un pezzo di carbone, un osso appuntito e dell’argilla bagnata. “Forza caro, datti da fare!”.

Il povero Homo Sapiens di Lascaux, inizia a pensare, si guarda intorno e quindi posa la sua mano sporca di argilla sulla calcite bianca della parete. Lascia un segno, lo modella, lo incide, crea una forma. E’ un toro. Una serie di tori, si [...]

10 07, 2015

Come difendersi dal caldo in casa: consigli divertenti

Che caldo fa, quando i gomiti si appiccicano al tavolo mentre cerchi di fare colazione? Che caldo fa, quando appena saliti in macchina, il motore è già caldo e il climatizzatore soffia aria bollente come un phon dal parrucchiere? Che caldo fa, quando di notte ci sono cammelli e beduini nella tua bellissima mansarda, trasformando l’ora della nanna in una sudata che “neanche dopo la maratona di New York”?

La risposta è semplice: fa molto caldo. Il Servizio Meteo ci conferma che il 21 Giugno è iniziata l’Estate. Non come lo scorso anno, che a Luglio sembrava di essere in Groenlandia. Ora è Estate veramente, soprattutto al Nord, dove siamo poco abituati (purtroppo) al caldo e al Sole tutto l’anno.

Proprio l’altro giorno, con 40 gradi percepiti all’ombra, c’era gente che si faceva la doccia sotto al “Toret”, che qui a Torino e Provincia è una fontana, anzi, la Fontana. Sembrava quasi la sala da bagno di una “Casa Metropolitana”, mancavano il sapone, la spugna e una tenda per ripararsi.

Per restare in tema domestico, in Città l’altro pomeriggio, le strade e le piazze sembravano i corridoi degli uffici dopo l’ora di chiusura, vuote e silenziose, l’asfalto bollente alterava le immagini come durante il Gran Premio di Formula 1 a Indianapolis. La vita in campagna scorreva altrettanto lentamente, gli insetti dormivano all’ombra dei girasoli e le rondini, che hanno fatto il nido sotto il mio garage, pensavano seriamente di emigrare in Norvegia. Il Sole quasi non si vedeva, perché la cappa di umidità lo nascondeva alla vista, ma non ne impediva l’inesorabile mestiere di “Termosifone della Terra”.

E quindi, come combattere il caldo in casa? Ecco alcuni semplici, utili e divertenti consigli per rinfrescare le pareti di casa e sopravvivere al caldo [...]