Pensieri sparsi

27 03, 2020

L’architettura ai tempi del Coronavirus (P1)

Ormai sono passate 3 settimane da quando ho lasciato il mio ufficio e sono tornato a casa per rispettare quanto definito dal governo – dopo l’emergenza Covid19 – e per aiutare mia moglie, che nel frattempo si è rotta un polso.
Cronaca della quarantena di un architetto
La prima settimana di quarantena è stata strana. Passeggiate e telefonate, cantieri ancora aperti, situazione tutto sommato sotto controllo. Materiali disponibili, fornitori aperti, movimenti abbastanza liberi per gli artigiani, diciamo che si lavorava ancora. Ha fatto anche caldo, le bambine sono state fuori nei prati e hanno fatto incetta di tarassaco per fare pesto e torte salate!

 

La seconda settimana, abbiamo dovuto interrompere i lavori in 8 dei 9 cantieri aperti. Passeggiate meno libere. Le bambine hanno iniziato a saltare dal divano e a smontare alcune parti di casa!

La terza settimana, ovvero questa. Anche l’eroico ultimo cantiere di Via Cibrario, è stato chiuso, giusto il tempo di completare l’impianto elettrico. Non si può più uscire di casa. Le bambine a tratti si concentrano con le attività suggerite dalle loro maestre, a tratti avrebbero bisogno di un domatore di leoni!

Nel frattempo due o tre progetti che avrei dovuto iniziare a maggio, sono stati messi in stand-by dai clienti. La situazione di molti dei miei colleghi e nel mondo del lavoro in generale, sembra ancora peggiore. I segnali dell’economia mondiale non sono per niente positivi. Inoltre, non si sa quando finirà e come saremo messi (finanziariamente).

 
Considerazioni (positive) personali.
Come diceva il regista Sergio Martino, “Se tutto va bene siamo rovinati”.

Ma forse no. Ecco alcuni aspetti (secondo me) positivi.

Al primo posto, se godiamo di buona salute (e rispettiamo questa quarantena), possiamo ritenerci molto fortunati. Tante persone sono in condizioni ben [...]

23 07, 2018

La casa di Cristiano Ronaldo

 

Dove andrà ad abitare Cristiano Ronaldo? Il più famoso e ricercato e nominato e bello e forte calciatore (forse) del mondo e (sicuramente) del momento?

 
In centro a Torino, in Mandria vicino a casa nostra, in collina. Chi lo sa.
#Echissenefrega? A molti niente, ma a tantissime persone sì. Colpa di calcio, televisioni, social e notorietà.
E quindi, da Architetto, posso provare ad immaginare la casa di Cristiano Ronaldo. E per farlo proverò ad elencare alcuni stereotipi “classici” del calciatore contemporaneo.
 

Ovviamente scherzo! Ma forse non troppo. Vediamo questo decalogo:

La casa è generalmente “tamarra”. Ma di un tamarro “elegante”, fatto di tavoli stile barocco (dorati) e maxischermi al plasma da 1000 pollici.
Deve costare tanto. Anche se è piccola, deve essere cara, carissima. E’ una questione di stile.
Ci vuole almeno un divano di pelle bianca, da dieci posti.
Il bagno ha la vasca idromassaggio. Anzi, i cinque bagni hanno tutti la vasca idromassaggio. Che poi chi la usa più?
La cucina ha un frigo americano, enorme, bellissimo, ma vuoto (perché poi si mangia sempre e comunque al ristorante).
Il letto è un King Size e davanti c’è un letto Queen Size per due cagnolini vestiti da festa.
Il trofeo vinto durante l’ultimo torneo internazionale è nel salone illuminato da una luce simile alle sfere delle discoteche anni 90.
C’è un libro nello scaffale. Solitario. È il manuale di uso e manutenzione della Ferrari.
La playstation o l’X Box o entrambi sono collegati a tutte le tv al plasma della casa.
Un cavallo gonfiabile in scala 1:1 galleggia nella piscina esterna e dal tetto ci si puo’ buttare in acqua.

 

 

Se stai leggendo questo articolo e sei [...]

4 12, 2015

L’Interior Design e l’arrivo di un Bebè

Avete dei figli? Non ne avete ancora? Vi siete mai chiesti quando fare un figlio?

Il 17 Novembre 2015 io e mia moglie siamo diventati genitori per la prima volta. Adelaide è una bimba piena di capelli e molto carina, il che fa pendere l’ago della bilancia delle somiglianze, in maniera inequivocabile, verso mia moglie.

Ho sempre cercato di non essere conformista, ma neanche anticonformista. E’ che, facendo parte della generazione degli anni ’80, volente o nolente mi sono antropologicamente allineato al gruppo dei miei pari. In sintesi: ho giocato con le macchinine, guardavo Bim Bum Bam un’ora al pomeriggio, ho scoperto il Commodore 16 alla fine degli anni ’80, i giri in motorino con gli amici, tanto sport, le scuole inferiori, Windows, le superiori, la laurea, il lavoro, il Mac, un Master, la semi indipendenza dai genitori, il matrimonio e finalmente alla soglia dei 35 un bel bebè.

Già, ma in questo Blog si parla di Architettura e Benessere. Cosa c’entra l’Interior Design con l’arrivo di un figlio/a?

Direi che c’entra abbastanza, vediamo perché. La nostra casa è così composta: Ingresso, Cucina, Soggiorno, Bagno grande, Camera da letto 1, Cabina Armadi, Bagno piccolissimo, Camera da Letto 2 (camera dei bambini), Sgabuzzino, grandi prati intorno a noi. Devo dire che siamo fortunati perchè abbiamo una casa in grado di accogliere l’arrivo di un paio di bambini senza doverla cambiare. L’abbiamo arredata con calma, secondo i nostri gusti e secondo il budget disponibile, senza esagerare con la quantità di mobili, decori, colori. Una casa contemporanea, calda ed accogliente. Poi, tutto di un tratto, è arrivata una piccola creatura.

Il bebè, nella nostra cultura ahimè, è un essere umano superaccessoriato. Possiede appena nato/a (di serie) il codice fiscale, decine di tutine, [...]

20 10, 2015

Visitare Expo, oppure no?

Voi avete preso in considerazione l’idea di visitare Expo? Noi ci siamo andati. Ci avevano regalato i biglietti per Natale e finalmente siamo riusciti a dedicare una giornata intera per vedere questa grande fiera globale. Una giornata intensa.
Partenza ore 7.30 da Torino, caffè in Autogrill a Novara, parcheggiato l’auto a Fiera Milano, preso la navetta ed arrivati alle ore 10.15 presso i metal detector della “Fiera del Momento”. Eravamo in quattro di cui una donna – in stato interessante – ovvero all’ottavo mese di gravidanza, comodamente “carrozzella trasportata”. Questa particolare condizione ci ha facilitato la vita perché alcune code prevedevano un’ingresso “rapido” per le donne incinte. A parte questo, abbiamo percorso circa 20 km a piedi in 12 ore di visita ai padiglioni. Una specie di gara podistica in slow motion, passo lento, sguardo attento.
L’Expo è piaciuta a tutti quanti i miei compagni di viaggio, mentre a me “così così”. Perché?
Premetto che il giudizio è molto soggettivo e rispetto chiunque mi dica: “che bella l’Expo” ma visto che in questo Blog si parla di Architettura e Benessere, proverò ad argomentare la mia idea in una sintetica pagella.
1) Estetica: l’Expo ricorda un po’ Gardaland, ma non c’è Prezzemolo che ti accoglie e manca il percorso sui tronchi, anche se ci sono padiglioni che dal punto di vista architettonico, non si discostano poi molto. Voto 5. Il parco divertimenti più grande d’Italia (senza le giostre).
2) Novità: l’Expo non porta in scena particolari innovazioni tecnologiche, scientifiche, spirituali di spessore, se non l’abilità degli italiani a fare tutto in fretta e furia. Sono lontani i tempi del Crystal Palace (Londra 1851) o della Tour Eiffel (Parigi 1889). Voto 5. No news, good [...]

24 08, 2015

Una Domenica da Ikea

Come diceva Fabio Concato – uno che aveva già capito tutto anni fa – in una delle sue canzoni più famose: “Domenica ti porterò sul lago, vedrai sarà più dolce dirsi «ti amo»,.. partire quando Milano dorme ancora,.. possiamo anche pescare e fingere di essere sul mare,..che meraviglia stare sotto il sole, sentirsi come un bimbo ad una gita,..dev’essere quest’aria innaturale,..è bello parlare d’amore tra un fritto e un’insalata e dirti che fortuna, Che domenica bestiale.”. Aveva già inserito, in questa semplice poesia, molti degli elementi della classica “Domenica Ikea”.

Premetto che, come Architetto e Interior Designer, ho stabilito di dover andare di tanto in tanto a visitare l’Ikea. Rispetto e ammiro la loro capacità di fare Marketing e di avere inventato un nuovo e incredibile modo di vendere gli arredi. Cosa molto diversa dall’artigianalità del “mobile italiano”, penso sia comunque un’esperienza formativa, un po’ come recarsi talvolta in un museo, andare a vedere una mostra d’arte (ah, dopo vi devo parlare proprio di questo*), partecipare alla Design Week del Salone del Mobile o assaggiare un piatto sconosciuto in un paese straniero. E’ un’esperienza sempre stimolante.

Come sottintende Concato nella sua canzone, la “condicio sine qua non” per andare all’Ikea di Domenica, è che ci si deve assolutamente andare in coppia. Sì, perchè andare da soli all’Ikea di Domenica è come andare in Tangenziale ad Agosto, si viaggia in modo lineare e veloce, senza stress, con un obiettivo preciso, insomma è troppo facile. In coppia, invece, si procede a rallentatore, seguendo “un serpentone” di persone che ti conduce da un ambiente giorno ad uno notte, dalla zona bagno alle piante da giardino, passando per luci, complementi d’arredo e “ciapa puer” (volgarmente detti “prendi polvere”)…

Da soli non si riesce a [...]