Prima e Dopo

18 04, 2019

Cosa fa un architetto (in parole semplici)?

Qualche giorno fa ero sul treno direzione Milano per andare al Salone Internazionale del Mobile.

A fianco a me, per caso, sedeva un architetto, giornalista di architettura. Parlava ad un tono talmente alto che era impossibile non ascoltare. Stava rileggendo e rivedendo al telefono un suo articolo (in fase di pubblicazione) che parlava del ruolo degli architetti nel 2019.

Non so per quale rivista fosse stato scritto, per quale testata giornalistica, sito, blog o manifesto. So, che da Architetto, facevo molta fatica a capire i contenuti dell’articolo.

Parole complesse, lunghi periodi, argomentazioni filosofiche abbinate a riferimenti storici e autocelebrazione dell’architettura come ultimo scoglio della qualità urbana…il cosiddetto  “Architettese” (che va ad aggiungersi agli altri linguaggi poco comprensibili tipo politichese, legalese, ecc!)

Sicuramente, non avendo fatto il liceo classico, mi prendo alcune responsabilità sulle mancate competenze lessicali e sulla relativa comprensione del testo. Fatto sta che, dopo cinque minuti di ascolto, mi girava la testa. Al di là della qualità dell’articolo – che non mi permetto di giudicare – e sicuramente avrà un ampio successo nel settore, sono arrivato in Stazione Centrale e mi sono posto una domanda:

Cosa fa un architetto (in parole semplici)? Come spieghiamo alle persone di cosa ci occupiamo?
 

Non trovando risposte, mi sono incamminato in direzione Porta Genova (Zona Tortona) e ho preso un giornale dove – come spesso capita durante la Design Week – ho trovato un inserto su Architettura e Design, con articoli del settore “aperti” ad un pubblico di non addetti al settore.

Bene, questi articoli erano scritti tutti in “Architettese” o giù di lì. Con frasi tipo “applicando competenze che gli sono proprie e che discendono da una formazione complessa che ingloba aspetti umanistici e aspetti tecnici con una visione olistica al [...]

14 05, 2018

Ai miei tempi, non c’era la crisi economica

L’altra sera è venuto a cena a casa mia un ingegnere in pensione da 6 anni.
E’ stato delicato nel dirmi che aveva pena della nostra condizione lavorativa attuale: “Non è più un mondo del lavoro che lascia prospettive”, “la crisi economica esiste…”, ecc, ecc.
Tante volte, ho sentito dire: “una volta si guadagnava di più”, “erano altri tempi”, “chi lavorava era rispettato”.
Normalmente si fa riferimento agli anni ‘60, ’70, ’80, (’90?). A quanto pare anni d’oro per il lavoro. Soprattutto per chi faceva il professionista, il dentista, l’avvocato, l’architetto; si stava meglio, si guadagnava bene, c’era meno burocrazia. Ma è vero?

 

 
E noi, che abbiamo iniziato a lavorare negli anni 2000? E che cavolo, siamo stati proprio sfortunati?!
Nel 2007 ho incominciato a lavorare per conto mio. La sbornia post–olimpica aveva lasciato speranze per un futuro di crescita infinita, parcelle sempre più alte e palazzi, ville, centri commerciali da costruire da Torino fino alle Alpi Graie. La ristrutturazione delle case, la costruzione di nuovi condomini, la conversione delle strutture olimpiche. Piatto ricco, mi ci ficco.

Per una serie di fortunati eventi, nel 2007 un ricchissimo imprenditore inglese, che viveva a Dublino, precisamente a Killiney, tra la casa di Bono ed Enya, mi chiama. 

 

 

Aveva bisogno di fare alcuni rendering. Io e il mio collega dell’epoca, facevamo dei bei rendering (in realtà io facevo il modello tridimensionale e lui si occupava della post-produzione, ma questo poco importa).

Mi chiama al telefono e mi spiega che gli serve un lavoro veloce, articolato e fatto come si deve.
Mi compra un biglietto aereo Torino-Dublino e dopo tre giorni eccomi in terra d’Irlanda.
Mi spiega il lavoro, tra un the e un pranzo a base di patate fritte e pesce [...]

24 01, 2017
  • IDEeA Interior design Torino Aurora ristrutturare 50 mq
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    10 consigli per ristrutturare 50 mq da affittare. Aurora low cost.

10 consigli per ristrutturare 50 mq da affittare. Aurora low cost.

Qualche mese fa ho acquistato una piccola casa sul fiume, a Torino. Una casa d’affittare.

Per il progetto che pensavo di realizzare, il denaro a disposizione era relativamente poco. In questo caso avrei dovuto limitare i lavori allo stretto indispensabile, senza però rinunciare alla qualità estetica e a quella funzionale.

Capita spesso che, quando si deve ristrutturare una casa appena acquistata – soprattutto se è da mettere in locazione al più presto – si debba fare i conti con un budget limitato. Purtroppo non sempre possiamo spendere quanto vorremmo. In alcuni casi ciò dipende dall’elevato costo di acquisto, oppure dall’errata pianificazione e gestione dei flussi di cassa o da un evento imprevisto. In ogni caso, il nostro spazio deve essere ristrutturato, contenendo i costi e spendendo al meglio i soldi a disposizione.

 
Volevo che il mio inquilino/a, scegliendo la casa, si sentisse bene. Volevo uno spazio accogliente, caldo e luminoso e soprattutto volevo limitare le spese.
 

In questo caso, ho dovuto riflettere molto bene sul da farsi e ho scoperto che esistono alcuni modi “creativi” per riuscire. Ecco una lista di 10 consigli per ristrutturare 50 mq da affittare, sulla base dell’esperienza avuta.

 

Usa la fantasia, o quella di qualcun altro. Tu o il tuo architetto o entrambi, mettetevi davanti a un foglio bianco e iniziate a capire cosa può diventare lo spazio che vuoi risistemare. Se hai poco budget, magari non pensare di creare una SPA dentro al bagno o di demolire i muri per spostare la cucina dalla parte opposta della casa. Pensa a modifiche leggere, pratiche e funzionali.

Fai un rilievo preciso di tutte le pareti, delle finestre e degli impianti. Devi valutare lo stato di conservazione di ogni materiale presente e decidere cosa è accettabile per il [...]

25 11, 2016

Come ristrutturare casa spendendo bene, spendendo poco.

Se ti stai chiedendo come ristrutturare casa spendendo bene e poco…sei nel posto giusto.

Voglio raccontarti la mia personale esperienza in merito. Hai capito bene, ti condurrò attraverso i 6 passaggi che mi hanno consentito di trasformare un’appartamento degli anni ’50 in uno spazio contemporaneo, accogliente e con ridotti consumi energetici. 

Partiamo!

 

Sono passati 7 anni dalla ristrutturazione della casa in cui viviamo attualmente.

In questi anni abbiamo ridato la tinta un paio di volte, spostato i mobili un po’ più a destra e un po’ più a sinistra, acquistato molti libri, tolto la televisione, ampliato lo spazio tra poltrone e divano per fare giocare nostra figlia e soprattutto abbiamo vissuto in cucina, che si riempie molto spesso di amici e parenti. Devo dire che, tutto sommato, il progetto iniziale ci accontenta ancora.

A partire dai primi ragionamenti su come dovesse trasformarsi la vecchia casa del mio caro nonno, l’idea era quella di “sperimentare” le tecnologie di cui parlo quotidianamente ai miei clienti.

Vetri tripli e serramenti con doppia guarnizione, ventilazione meccanica controllata, riscaldamento a pavimento, sanitari sospesi, doccia a filo pavimento, cabina armadi, il parquet in bagno, luci a led, isolamento performante, ecc ecc.

 
Credo molto nel testare personalmente le soluzioni che propongo ai clienti, da un lato per capire come funziona la teoria trasformata in pratica, dall’altro per proporre tecnologie sostenibili nel tempo e ragionevoli dal punto di vista economico.
 

Quindi, dovevo “solo” trovare il modo meno costoso, per riqualificare al meglio questa casa degli anni 50’. Come ristrutturare casa spendendo bene, spendendo poco. Semplice no?

La nostra idea di partenza prevedeva alcune lavorazioni principali, tra le quali il rifacimento totale degli impianti, lo spostamento di alcune pareti, la realizzazione del cappotto termico e la sostituzione dei serramenti. Inoltre, [...]

19 06, 2015

In principio fu (anche) l’artigiano…

Prima di abitare dove abiti, di lavorare dove lavori, di mangiare dove mangi, lo stesso luogo dove sei in questo momento, non esisteva.

O esisteva, ma era diverso.

Prima, sono passati loro. Instancabili, rumorosi, fischiettanti, bravi, disattenti, lenti, veloci, divertenti…gli Artigiani.
Senza di loro, ciò che vedi intorno a te, nello spazio in cui ti trovi, non esisterebbe!
Gli operai, i cosiddetti lavoratori, capimastro, impresari, decoratori, piastrellisti, tuttofare, sono sicuramente stati lì. A meno che tu non viva in una grotta del Pleistocene, in ogni spazio, qualche essere umano ha modificato lo stato delle cose, qualcuno – poco o tanto tempo fa – ha aperto un Cantiere.

Qui, ogni giorno, si potrebbe scrivere una commedia.

Il capo Siciliano – mentre il manovale Albanese demolisce un muro con un martello rumorosissimo – ordina in dialetto al piastrellista Moldavo di fare quel pavimento in piano, senza giunto e in fretta, senza sprecare colla e soprattutto senza fermarsi a fumare l’ennesima sigaretta, che lui intanto (il capo), s’accende. Il muratore Romeno, in silenzio e senza sosta, sta chiudendo i buchi fatti dall’idraulico, che è il marito della nipote del capo. E’ Piemontese, ma non parla in dialetto, perché un po’ si vergogna. L’idraulico si lamenta del fatto che l’impianto esistente è proprio fatto male e che se fosse nato prima e avesse fatto l’idraulico trent’anni fa, ora sarebbe ricco. Drin, il campanello, è l’elettricista, che con le sue scarpe supergommate anti folgorazione, passa sopra le macerie del muro demolito dal manovale. Prende lo spray. Inizia a segnare gli interruttori sui pochi muri rimasti, si lamenta del fatto che l’impianto esistente è proprio fatto male e che se fosse nato prima e avesse fatto l’elettricista trent’anni fa, ora sarebbe ricco.

Il capo, intanto, [...]