Lo scorso 10 Giugno siamo stati a Treviso per presentare una proposta di progetto di camere di hotel all’interno del contest nazionaleDesign your Room organizzato qualche mese fa da Best Western Italia.

Il contest Best Western Italia: Design your Room

Un tema molto particolare ed interessante: Best Western ci aveva invitati ad Aprile, insieme ad un centinaio di architetti italiani, a ideare una camera, scegliendo tra i brand del Gruppo e rispettando una serie di standard specifici, quali i costi di ristrutturazione della camera, gli arredi e i complementi necessari (letto, scrivania, etc).

Alla fine del contest, siamo stati selezionati insieme ad altri nove finalisti e abbiamo potuto mostrare agli operatori BW la nostra idea.

Il progetto è nato da una collaborazione con Studio Doppio. Insieme agli architetti Dario Sasso e Pietro Abbruzzese, abbiamo pensato a come interpretare in chiave contemporanea la camera d’albergo.

Cosa rappresenta oggi l’ospitalità? Come è cambiato il mondo degli hotel? Chi sono i nuovi viaggiatori? Quali sono le esigenze dei clienti attuali? Cosa può fare un architetto per migliorare la redditività di un hotel?

 

Sulla base di queste ed altre domande, abbiamo sviluppato un progetto basato su di un concetto molto semplice: Economia, modularità e flessibilità.

Le Camere di Hotel in chiave contemporanea: economiche, modulari, flessibili.

Una camera che non costi troppo in termini realizzativi e che quindi possa essere “venduta” a prezzi minori e permetta agli albergatori di ottenere margini meno risicati degli attuali. Alcuni moduli ripetuti all’interno della camera, che trasformino la stanza in un luogo semplice da comprendere e da utilizzare, dove poter aprire la valigia su di un mobile “a vista” e non temere di dimenticare qualcosa nell’armadio, ma non solo. L’ospite, in camera deve poter lavorare, quindi il letto diventa una postazione “ufficio”, dove però poter anche guardare la televisione. La scrivania è stata eliminata, al suo posto un tavolo per poter mangiare “street food” tête-à-tête e rendere la camera di albergo più “domestica”.

A quanto pare, il progetto è piaciuto e sta piacendo a molti. Non è nostro compito valutarne la bontà, ma questi riscontri sono motivo di orgoglio e soddisfazione.

Cosa possono fare un albergatore e un architetto per l’Ospite?

In realtà, questo progetto caratterizzato da specifiche idee funzionali, ci ha fatto riflettere su un tema:

Perchè gli alberghi sono sempre meno scelti dalle persone che viaggiano per lavoro o per piacere? Perchè Airbnb è diventato il più grande hotel diffuso del pianeta?

 

Forse perchè le persone cercano “CASA” anche quando a casa non ci sono. Cercano dettagli, personalizzazione e personalità. Apprezzano prodotti ricercati, non dozzinali. Cercano storie da raccontare al ritorno.

Forse, da architetti, quando si pensa di ristrutturare un albergo, occorre riflettere su questi punti e pensare che il mondo sta cambiando molto più rapidamente del previsto e il nostro lavoro deve preparare spazi capaci di accogliere il cambiamento, veicolando idee e soluzioni sostenibili nel tempo.

Basta con i progetti standard, con le soluzioni prestabilite e le coperte trapuntate sopra il letto (che poi tanto, tutti le lasciano lì per terra per paura degli acari e di non so cos’altro), basta con le scrivanie ed i comodini avvitati al muro, che per trovare la presa per caricare lo smartphone devi andare in bagno. Basta con l’albergo vecchio modello, con “le cose sono sempre andate bene così, perchè cambiare”.

Ci sono decine di migliaia di metri quadri di camere di hotel da ripopolare, da colorare, da vivere. Diamoci di fare, c’è lavoro per tutti gli architetti d’Italia, alla faccia della cosidetta “crisi”, che poi forse, non esiste.