Avete dei figli? Non ne avete ancora? Vi siete mai chiesti quando fare un figlio?

Il 17 Novembre 2015 io e mia moglie siamo diventati genitori per la prima volta. Adelaide è una bimba piena di capelli e molto carina, il che fa pendere l’ago della bilancia delle somiglianze, in maniera inequivocabile, verso mia moglie.

Ho sempre cercato di non essere conformista, ma neanche anticonformista. E’ che, facendo parte della generazione degli anni ’80, volente o nolente mi sono antropologicamente allineato al gruppo dei miei pari. In sintesi: ho giocato con le macchinine, guardavo Bim Bum Bam un’ora al pomeriggio, ho scoperto il Commodore 16 alla fine degli anni ’80, i giri in motorino con gli amici, tanto sport, le scuole inferiori, Windows, le superiori, la laurea, il lavoro, il Mac, un Master, la semi indipendenza dai genitori, il matrimonio e finalmente alla soglia dei 35 un bel bebè.

Già, ma in questo Blog si parla di Architettura e Benessere. Cosa c’entra l’Interior Design con l’arrivo di un figlio/a?

Direi che c’entra abbastanza, vediamo perché. La nostra casa è così composta: Ingresso, Cucina, Soggiorno, Bagno grande, Camera da letto 1, Cabina Armadi, Bagno piccolissimo, Camera da Letto 2 (camera dei bambini), Sgabuzzino, grandi prati intorno a noi. Devo dire che siamo fortunati perchè abbiamo una casa in grado di accogliere l’arrivo di un paio di bambini senza doverla cambiare. L’abbiamo arredata con calma, secondo i nostri gusti e secondo il budget disponibile, senza esagerare con la quantità di mobili, decori, colori. Una casa contemporanea, calda ed accogliente. Poi, tutto di un tratto, è arrivata una piccola creatura.

Il bebè, nella nostra cultura ahimè, è un essere umano superaccessoriato. Possiede appena nato/a (di serie) il codice fiscale, decine di tutine, vestiti, copertine, scarpe, giochi e giochini e mobili per contenerli. Poi ha una scorta enorme di pannolini, un passeggino, una carrozzina, una culla, un lettino, il box, il seggiolone ed il mitico fasciatoio, che sembra l’officina della Ferrari in Formula 1: sia in termini di numero di prodotti per la cura del bebè (che oltretutto costano come l’oro) sia come tecnologia (spazzole morbide, forbicine chirurgiche, oli preziosi). Tutto questo ben di Dio ovviamente, ve lo dovete mettere in casa, possibilmente in ordine e senza inciamparvi nelle cose quando, di notte, andate a cambiare l’ennesimo pannolino.

Ed è così che la nostra casa ha cambiato aspetto. Sembra di entrare da Prenatal, ci siete mai stati? L’ingresso contiene il passeggino piegato, la carrozzina invece è itinerante. Al mattino in cucina, la sera in camera, al pomeriggio in salotto. Il box è ancora smontato e non so, forse ci sta tra la stufa e il sofà. Il lettino in cameretta, pieno di regali, giocattoli e vestitini da sistemare nella cassettiera lì di fianco. I pannolini sono nascosti in due o tre armadi e sotto al fasciatoio, che da protagonista, ha invaso il bagno. Sembra un po’ come quando si fanno i lavori di ristrutturazione, come in un cantiere. Solo che agli attrezzi da muratore, si sostituiscono gli attrezzi da bebè, al rumore del martello subentra il frignare (LAA LAA LAA) e invece della polvere e delle macerie, un grande secchio colmo di pannolini da buttare.

Come in ogni progetto che si rispetti la stratificazione di esperienze, viaggi, oggetti, libri, piante e figli, porta ad una trasformazione costante. Nel mio lavoro, la cosa più interessante, è tornare a casa dei clienti e vedere come viene interpretato il progetto, che seppur fatto secondo le esigenze degli abitanti (e non soltanto secondo il gusto del progettista) spesso, subisce molte variazioni, inflessioni e modifiche. Perché la casa è viva, evviva la casa.

Il progetto della nostra casa è stato un po’ stravolto, ma per quel che mi riguarda, la nostra abitazione, è comunque più bella così: piena, felice e frignante. L’ordine prestabilito è stato in parte modificato, si è aggiunta un’abitante, che sta dicendo la sua riguardo ai nostri gusti estetici. Presto colorerà i muri, i mobili e speriamo, sempre più, la nostra vita.

A presto!